Una ricerca inclusa nel rapporto OISE-LegAmbiente risalente all’inizio del 2016 (e dunque, verosimilmente, ancora oggi sufficientemente veritiera) ha certificato una vera e propria mutazione genetica all’interno del settore dell’edilizia.

Tale ricerca, infatti, ha verificato come oltre il 70% delle richieste di lavori in campo edilizio fosse riferito a ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche di edifici già esistenti, mentre meno del 30% veniva occupato da richieste di nuove edificazioni. In altre parole, un settore ormai da molti anni considerato in profonda crisi sembra aver incontrato l’agente in grado di determinare “una timida ripresa??? (per utilizzare le parole contenute nello stesso rapporto), a tutto beneficio delle aziende e soprattutto dei lavoratori.

Detto in altre parole, se i fatturati delle imprese edili stanno cominciando nuovamente a marciare, se le assunzioni si moltiplicano e le commissioni si affastellano l’una sull’altra, creando una situazione di concorrenza virtuosa tra le varie aziende (secondo la quale chi offre un servizio di maggiore qualità spunta i contratti migliori), lo si deve alla pratica – a sua volta virtuosa – della ristrutturazione. Proprio quella che un tempo veniva considerata non solo minoritaria, ma persino controproducente da molte imprese. Si tratta di un’inversione di tendenza oltremodo significativa, che ribalta quella vocazione all’urbanizzazione indiscriminata che ha informato almeno 40 anni (ma possiamo tranquillamente spingerci fino al mezzo secolo) di storia italiana recente.

Ma soprattutto si tratta della dimostrazione definitiva – qualora ve ne fosse ancora bisogno – che coniugare edilizia e sostenibilità ambientale non solo è possibile, ma è persino necessario per la sopravvivenza di un settore che, nel giro di pochi anni, ha denunciato la perdita di 800.000 posti di lavoro a causa della contrazione del mercato. Come sempre, le grandi rivoluzioni partono dal basso: in questo caso sono stati i cittadini – e le poche aziende lungimiranti del settore, che hanno avuto il coraggio di precorrere i tempi quando tutti sostenevano compatti la sostanziale inutilità degli sforzi profusi per cercare una via ecocompatibile al mondo dell’edilizia – a sollecitare un cambiamento: e come avviene in questi casi, chi saprà rispondere in maniera soddisfacente a tali sollecitazioni gioverà di un riposizionamento sul  mercato oltremodo vantaggioso.

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